(OMNIMILANO) Milano, 23 MAR - La nascita della citta' metropolitana a Milano "si inserisce nel quadro dell'abolizione delle Province. Ritengo che il tema delle aree metropolitane debba trovare una giusta collocazione nel dibattito sulle riforme relative all'abolizione delle Province". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani a margine del convegno " Costruire la citta' metropolitana" a palazzo Isimbardi, riguardo al percorso per l'istituzione della citta' metropolitana di Milano. "E' evidente - ha detto Schifani - che se le Province dovessero scomparire non potranno che essere sostituite da organismi di governo del territorio che si sostituiscano alle funzioni delle Province. In questa logica, di evitare che si colmino dei vuoti, il discorso della individuazione di aree metropolitane puo' trovare sicuramente un momento di ampia riflessione". Nel suo intervento al convegno, Schifani ha sottolineato come a riguardo "il dibattito sull'abolizione delle Province e' stato oggetto di intense polemiche che hanno impedito alla politica di affrontare con la dovuta serenita'" il tema, augurandosi che si possa invece con la riforma delle Province "modulare la modernizzazione del governo del territorio". "Stiamo dialogando con forza con il governo e il parlamento perche' ci si renda conto che non basta dare una risposta mediatica, un contentino in clima di antipolitica". Lo ha detto il presidente della Provincia Guido Podesta' a margine del convegno "Costruire la citta' metropolitana" a palazzo Isimbardi, in tema di abolizione delle Province. "Abbiamo fatto una proposta al governo: una riduzione del numero delle province - ha ribadito Podesta' - che muoiono perche' si e' dilatato il numero in modo inaccettabile. Si puo' dimezzare il numero delle Province, riportare alle province tutte le funzioni di 4.500 enti intermedi, dai consorzi di Comuni alle comunita' montane alle agenzie, con un risparmio vero calcolato di 5-6 miliardi all'anno. Viceversa, se ci si limita ad annullare le Province, si ha un aumento dei costi, come dimostra uno studio della Bocconi, perche' il personale che passa dalla Provincia alla Regione, per una questione di contratti, avrebbe un incremento di costo del 20-30%". La Lombardia, ha rimarcato Podesta "ha 10 milioni di abitanti, la distanza fra il Pirellone e un piccolo comune e' enorme. Nelle grandi Regioni non ha nessun senso abolire gli enti intermedi. Sterilizzarli come si sta facendo e' un modo improprio e secondo me anche di offesa alla Costituzione". Per questo "stiamo dialogando con forza con il governo e il parlamento perche' ci si renda conto che non basta dare una risposta mediatica, un contentino in clima di antipolitica".Nel dibattito e nel percorso per l'istituzione della citta' metropolitana "non si puo' pensare di isolare la Regione". Lo ha detto Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano e oggi nel Comitato promotore della Citta' metropolitana, intervenendo al dibattito sulla nuova forma di governo del territorio milanese oggi a palazzo Isimbardi. Per Tognoli un elemento da tenere in considerazione nel percorso verso una citta' metropolitana e' "il rapporto che Milano ha con gli altri capoluoghi della Regione. Milano ha una grande forza critica sul territorio - ha detto Tognoli - perche' e' anche Como, Lecco, Mantova, Varese. Se si dimentica questo, si fa un cattivo servizio al futuro governo metropolitano, che deve essere un primus inter pares, la parte centrale di un'area policentrica con citta' che hanno la loro storia e identita' e non sono mai diventate una megalopoli". Tognoli ha rilevato che "c'e' una convergenza fra il sindaco di Milano e il presidente della Provincia che puo' portare buoni risultati"n ricordando che del tema "mi occupo da trent'anni, con risultati scarsi anche se non dipendenti da me. Il problema da porsi e' se ci sono vantaggi per i cittadini da un governo su scala metropolitana. Se c'e' una risposta positiva, e' giustificata la citta' metropolitana".
Prospettive Avanzate
osservatorio virtuale di proposte politiche nazionali e di suggerimenti amministrativi per la grande area metropolitana milanese.
venerdì 23 marzo 2012
LA CITTA' METROPOLITANA
(OMNIMILANO) Milano, 23 MAR - La nascita della citta' metropolitana a Milano "si inserisce nel quadro dell'abolizione delle Province. Ritengo che il tema delle aree metropolitane debba trovare una giusta collocazione nel dibattito sulle riforme relative all'abolizione delle Province". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani a margine del convegno " Costruire la citta' metropolitana" a palazzo Isimbardi, riguardo al percorso per l'istituzione della citta' metropolitana di Milano. "E' evidente - ha detto Schifani - che se le Province dovessero scomparire non potranno che essere sostituite da organismi di governo del territorio che si sostituiscano alle funzioni delle Province. In questa logica, di evitare che si colmino dei vuoti, il discorso della individuazione di aree metropolitane puo' trovare sicuramente un momento di ampia riflessione". Nel suo intervento al convegno, Schifani ha sottolineato come a riguardo "il dibattito sull'abolizione delle Province e' stato oggetto di intense polemiche che hanno impedito alla politica di affrontare con la dovuta serenita'" il tema, augurandosi che si possa invece con la riforma delle Province "modulare la modernizzazione del governo del territorio". "Stiamo dialogando con forza con il governo e il parlamento perche' ci si renda conto che non basta dare una risposta mediatica, un contentino in clima di antipolitica". Lo ha detto il presidente della Provincia Guido Podesta' a margine del convegno "Costruire la citta' metropolitana" a palazzo Isimbardi, in tema di abolizione delle Province. "Abbiamo fatto una proposta al governo: una riduzione del numero delle province - ha ribadito Podesta' - che muoiono perche' si e' dilatato il numero in modo inaccettabile. Si puo' dimezzare il numero delle Province, riportare alle province tutte le funzioni di 4.500 enti intermedi, dai consorzi di Comuni alle comunita' montane alle agenzie, con un risparmio vero calcolato di 5-6 miliardi all'anno. Viceversa, se ci si limita ad annullare le Province, si ha un aumento dei costi, come dimostra uno studio della Bocconi, perche' il personale che passa dalla Provincia alla Regione, per una questione di contratti, avrebbe un incremento di costo del 20-30%". La Lombardia, ha rimarcato Podesta "ha 10 milioni di abitanti, la distanza fra il Pirellone e un piccolo comune e' enorme. Nelle grandi Regioni non ha nessun senso abolire gli enti intermedi. Sterilizzarli come si sta facendo e' un modo improprio e secondo me anche di offesa alla Costituzione". Per questo "stiamo dialogando con forza con il governo e il parlamento perche' ci si renda conto che non basta dare una risposta mediatica, un contentino in clima di antipolitica".Nel dibattito e nel percorso per l'istituzione della citta' metropolitana "non si puo' pensare di isolare la Regione". Lo ha detto Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano e oggi nel Comitato promotore della Citta' metropolitana, intervenendo al dibattito sulla nuova forma di governo del territorio milanese oggi a palazzo Isimbardi. Per Tognoli un elemento da tenere in considerazione nel percorso verso una citta' metropolitana e' "il rapporto che Milano ha con gli altri capoluoghi della Regione. Milano ha una grande forza critica sul territorio - ha detto Tognoli - perche' e' anche Como, Lecco, Mantova, Varese. Se si dimentica questo, si fa un cattivo servizio al futuro governo metropolitano, che deve essere un primus inter pares, la parte centrale di un'area policentrica con citta' che hanno la loro storia e identita' e non sono mai diventate una megalopoli". Tognoli ha rilevato che "c'e' una convergenza fra il sindaco di Milano e il presidente della Provincia che puo' portare buoni risultati"n ricordando che del tema "mi occupo da trent'anni, con risultati scarsi anche se non dipendenti da me. Il problema da porsi e' se ci sono vantaggi per i cittadini da un governo su scala metropolitana. Se c'e' una risposta positiva, e' giustificata la citta' metropolitana".
lunedì 2 gennaio 2012
Buon Anno
mercoledì 5 gennaio 2011
Il dado è tratto.......

Questo di seguito è il brillante articolo scritto da Emiliano Cuti su il quotdiano Il Cittadino di Lodi di oggi.
"Bilancio in salute e adesso i conti sono in rosso"
MANNUCCI, L'EX SINDACO TORNA IN CAMPO
È il primo candidato alle elezioni: guiderà una lista di centrodestra
Mediglia L’ex sindaco Cesare Mannucci, tra il 1996 e il 2001 alla guida della cittadina di Mediglia, scende in campo in vista delle prossime comunali. È il primo a ufficializzare la sua candidatura alla corsa elettorale che tra qualche mese porterà al rinnovamento del consiglio comunale medigliese. Ci riprova a 48 anni, dopo un’esperienza giovanissimo (allora di anni ne aveva 33) alla guida della pubblica amministrazione. E lo fa con “Progetto per Mediglia”, la stessa lista, almeno per il nome, che ha presentato alla tornata elettorale del 2001 totalizzando 1537 preferenze, 10 in più di quando era stato eletto primo cittadino. Gli sfidanti non si conoscono ancora. La rosa dei papabili alla poltrona più ambita del consesso civico è tuttora un mistero. «Avevo lasciato da parte la politica per problemi di salute - spiega - e ho sbagliato. Dal 2009 sono tesserato del Pdl e ho fatto il sindaco rappresentando una coalizione di centrodestra. Sono figlio d’arte, mio padre era un dirigente nazionale del partito socialista, ma io, che di professione sono giornalista, ho scelto di rappresentare la parte riformista del centrodestra. Sarebbe un sogno tenere insieme il Pdl, che onestamente è diviso al suo interno, e gli altri partiti della stessa vocazione politica. Io mi propongo come candidato sindaco, puntando alla società civile e sono pronto a coinvolgere chi, come me, è ispirato a principi riformatori». L’appello è aperto a tutti, ma è di difficile applicazione se si guarda a sinistra degli schieramenti politici. Le trattative sono possibili sull’altra sponda nell’agone politico. E, perché no, intavolando trattative con i comitati civici sorti per combattere il gassificatore. «Nutro profondo rispetto per la formazione civica dei “Cittadini per Mediglia”, quello che posso fare è offrire la mia esperienza amministrativa e metterla a disposizione del paese - dice Mannucci -. Mi piace anche la presa di posizione della Lega, la risolutezza che ha dimostrato uscendo allo scoperto e dicendo che correrà da sola, a meno che non ci sia un azzeramento della classe politica che ha amministrato negli ultimi cinque anni il paese. Vedremo, perché le elezioni ormai sono alle porte e io ci sarò, portando in dote il buon lavoro fatto durante il mio breve mandato, nonostante qualche buontempone mi abbia dipinto al pari di un satanasso della politica medigliese». In 5 anni Mannucci è stato in grado di mettere a posto i conti del comune, cancellando mutui con tasso d’interesse oltre il 30 per cento per opere pubbliche «Avevo lasciato 4 miliardi di vecchie lire d’avanzo e 9 miliardi di lire in opere pubbliche - sottolinea - e ora i conti del comune sono in rosso e l’unica opera pubblica che si è vista è stata la ristrutturazione del palazzo municipale per 3 milioni di euro. Ce n’era davvero bisogno o era forse meglio investire altrove questi soldi? Eppure il mio nome si associa al tritovagliatore: non mi stancherò mai di dire che era e doveva essere provvisorio e ha fatto entrare nelle casse comunali quasi 10 miliardi di vecchie lire. Doveva diventare un piccolo impianto di compostaggio, accettato e compatibile con il Parco Sud, e non quel mostro che oggi si combatte». Emiliano Cuti
domenica 2 gennaio 2011
martedì 28 dicembre 2010
Botta e risposta sul sito Bettolino.it a chi dice che devo andare a lavorare......

IL SIMPATICONE SCRIVE.....
'Era il 1996 sembra ieri....dal Corriere della sera.''Un anonimo passante proferisce queste parole "MEDIGLIA 1996 - Per la terza volta in due anni e mezzo, i 7.276 elettori di Mediglia tornano alle urne. Potranno scegliere tra 6 candidati sindaci, tre donne e tre uomini: Sergio Cocucci, 59 anni, docente universitario, per la lista Lavorare per Mediglia; Massimo Dal Miglio, 32 anni, artigiano, per la Lega Nord; Nunzia Dimichino, 44 anni, medico di base, sindaco uscente, per la lista Rinascita Civile; Cesare Loris Mannucci, 33 anni, giornalista, per il Polo; Maria Cristina Pinoschi, 40 anni, insegnante, per L' Ulivo - Alleanza per il governo; Renata Rossi, 53 anni, direttrice didattica, per "W Mediglia viva". I candidati consiglieri sono in totale 96, di cui 29 donne. Dopo 45 anni di larga egemonia socialcomunista e tre anni di quelle che venivano chiamate "giunte anomale" tra Pci - Pds e Dc, nel giugno del ' 94, alle prime elezioni dirette del sindaco, vinse Alberto Vigo per il Polo delle Liberta' con il 36,6 per cento, seguito da Laura Pertusi di W Mediglia viva (22,7 % ). Vigo non arrivo' nemmeno a formare la giunta: pressato dai partiti ritorno' , disgustato, al suo lavoro di imprenditore agricolo. Nel novembre ' 94 Nunzia Dimichino porto' un monocolore pds alla vittoria con il 38,6 per cento, lasciando il Polo al 23,5 e W Mediglia viva al 22,8. In entrambe le tornate, la Lega Nord non ando' oltre il 15 per cento. Dopo un anno e mezzo di vita, tra liti occulte e palesi anche con il Pds, Nunzia Dimichino, senza piu' maggioranza, ha lasciato. Ora le forze di centrosinistra che fanno riferimento all' Ulivo scendono in campo divise in tre liste: Rinascita Civile, "W Mediglia viva" e L' Ulivo - Alleanza per il governo, cui hanno aderito Pds, Ppi, Alleanza cittadini - Democratici per Mediglia. L' ex sindaco, ovviamente, spera in una rivincita: "Chiedo agli elettori di poter completare il programma che avevano largamente votato nel ' 94 e che il Pds non mi ha lasciato portare avanti". Maria Pinoschi: "Il paese ha bisogno di serenita' e di concretezza, concetti che solo la mia lista puo' garantire per un intero mandato". Questione morale, invece, in testa al programma di Renata Rossi: "Nessun amministratore dovra' operare in imprese edilizie o in cooperative". Per Mannucci del Polo: "Mediglia ha bisogno subito di un depuratore e della caserma dei carabinieri". Dal Miglio aggiunge: "Servizi ai giovani e agli anziani, il gas nelle frazioni, salvaguardia dell' ambiente e dell' agricoltura". Infine Cocucci: "Siamo persone preparate per la rinascita di Mediglia".Elezioni amministrative 2011 come un ''Highlander (ne rimarrà uno solo)''ecco a voi ancora lui Cesare Loris Mannucci si candida.....Mah!!!Un volto nuovo per tutti noi cittadini.....Mah!!!Ma và a lavorare và......!!!!!" Postato da postmaster il Lunedì, 27 dicembre @ 09:06:28 CET (6 letture)(commenti? | Voto: 0)
ED ECCO LA MIA RISPOSTA!!!!
Era il 1996.....cesaremannucci proferisce queste parole "Caspita....grazie all'anonimo "archivista del Corriere"..... che tuffo nel passato.....Allora ero un giovane sandonatese, oggi sono un "vecchietto medigliese" di quasi 48 anni....Forse Lei ha qualche volto nuovo da proporre per le prossime elezioni.....???? magari Lei perchè no??? coraggio si faccia avanti e non prometta caserme dei carabinieri e depuratori....ci dica qualcosa di nuovo....Si preoccupa per la mia candidatura??? E chi Le ha chiesto di votarmi??? Voti quello che per Lei sarà il migliore è avrà la doppia soddisfazione...di essere rappresentato dal suo candidato nel governo della città e di aver mandato, ancora una volta, a casa Mannucci (che abita a Robbiano....dovrei andare lasciare anche la città????). Mi scusi infine per la mancata realizzazione della caserma e del depuratore. ma in soli 5 anni ho messo a posto i conti del comune, cancellato mutui con il tasso d'interesse a oltre il 30% per opere pubbliche realizzate dai miei predecessori, ho messo a norma le scuole, ho fatto realizzare la palazzina comunale di Bettolino (dando la casa a 20 persone in difficoltà), ho autorizzato la casa di Riposo a Mombretto (creando posti di lavoro per personale infiermeristico e non), ho fatto realizzare tratti fognari a Mombretto e San Martino, ho fatto costruire gli spogliatoi dell'impianto sportivo di Mombretto, il centro sportivo Mapei di Robbiano, sono stati ampliati i cimiteri di San Martino e Bustighera, sono state ampliate le vie Grandi e via Roma con la realizzazione di marciapiedi e piste ciclabili. Infine durante il mio mandato di soli 4 anni e mezzo è stata avviata la raccolta differenziata. Ma volutamente si ricorda solo il Tritovagliatore (che non mi stancherò mai di dire era e doveva essere provvisorio e ha fatto entrare nelle casse comunali quasi 10 miliardi di vecchie lire). Doveva diventare un piccolo impianto di compostaggio (accettato e compatibile con il Parco Sud) e non quel mostro che, sperò, avrà l'intelligenza di non imputare a me, visto che sono fuori dai giochi da 5 anni (consigliere comunale d'opposizione) e da 10 dal governo di Mediglia.Ma ripeto Lei ha mille e più motivi di voler votare qualcun altro, come io posso aspirare di nuovo alla carica di sindaco (sono in possesso dei diritti elettorali e spero che questo non La disturbi...), e di valutare se tutti i cittadini la pensano come Lei.Cordialmente Cesare L. MannucciP.s. Ho quasi 25 anni di contributi visto che faccio il giornalista a Il Giorno da metà anni Ottanta.....e se la cosa Le fa piacere devo lavorare (sono di turno) il primo gennaio e l'Epifania.....Lei cosa fa di bello nella vita??? " Postato da postmaster il Martedì, 28 dicembre @ 09:38:43 CET (1 letture)(commenti? | Voto: 0)
sabato 25 dicembre 2010
Se si votasse oggi per le politiche.......

Questo post è stato pubblicato dal sito Demopolis.it in questi giorni vi consiglio caldamente di leggerlo...
Barometro Politico sugli scenari del Paese dopo il 14 dicembre: elezioni anticipate probabili per il 53% degli italiani
Il 53% degli italiani ritiene probabili le elezioni politiche anticipate prima della scadenza del mandato del 2013. È quanto risulta da una indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis che ha analizzato la percezione dei cittadini sugli scenari politici del Paese dopo la fiducia ottenuta da Berlusconi il 14 dicembre.
In presenza di un’offerta politica confusa e poco chiara, la fotografia delle odierne intenzioni di voto degli italiani, tracciata dall'Istituto Demopolis, evidenzia nel Paese un quadro piuttosto incerto, con una quota di elettori delusi ed indecisi (27%) - di Centro, di Destra, di Sinistra – che si allarga ogni giorno di più.
Il PDL, al 28%, recupera circa 2 punti in una settimana e inverte un trend negativo che aveva portato nei mesi scorsi il partito del Premier a perdere oltre il dieci per cento dei consensi rispetto alle Politiche del 2008. Si consolida decisamente la Lega, che sfiora ormai la soglia del 13%.
Sul versante opposto, il PD resta attestato intorno al 25% e paga, tra gli elettori, le troppe indecisioni ed incertezze sulla linea politica e sulle possibili alleanze. Il partito di Vendola, in deciso aumento nelle ultime settimane, si posiziona all'8%, guadagnando consensi – secondo i dati di Demòpolis - fra gli under 35, nella Sinistra del PD e tra i simpatizzanti dell’IdV di Antonio Di Pietro (in calo al 5,5%).
Nel nascente Polo della Nazione, cresce – superando per la prima volta il 7% - l'UDC di Casini, mentre crolla al 5% FLI, il partito di Fini, che perde quasi tre punti percentuali (circa un milione di voti) in una settimana.
Stabili, tra lo 0,5 e l’1,5 per cento i partiti minori, API di Rutelli, MpA di Lombardo, la Destra di Storace, Radicali e Federazione della Sinistra. Sempre al 2,5% il Movimento di Grillo, probabile grande incognita in caso di elezioni anticipate.
“Secondo l’analisi sulla forza delle possibili coalizioni – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento - PD, IdV e SEL otterrebbero il 38,5%; il terzo polo il 14%; l'asse Lega-PDL il 42%. Il distacco tra le due principali coalizioni, vicinissime alla vigilia del voto del 14 dicembre, torna oggi tra i 3 e i 4 punti percentuali”.
Se ci si recasse alle urne, Berlusconi otterrebbe, senza apparenti difficoltà, il premio di maggioranza alla Camera. Al Senato, invece, una lista del nascente Polo della Nazione supererebbe in quasi tutti i collegi il quorum dell’8% richiesto a livello regionale. Pertanto, secondo Demòpolis, con l’attuale legge elettorale, nessuna coalizione potrebbe conseguire oggi la maggioranza dei seggi a Palazzo Madama, con una conseguente difficile governabilità.
“Una fotografia – sostiene il direttore di Demopolis Pietro Vento - destinata sicuramente a modificarsi nelle prossime settimane, anche in base alle effettive alleanze e leadership che si determineranno nell’ipotesi di un ritorno alle urne in primavera.
Sullo sfondo restano i gravi problemi irrisolti del Paese: i cittadini, preoccupati per la crisi economica, manifestano ampi segni di disaffezione verso il mondo politico e segnalano priorità reali, spesso distanti dai temi del recente dibattito parlamentare: l’emergenza del lavoro e dell’occupazione giovanile è evidenziata dal 75% degli italiani. Il 48% ribadisce la necessità di un serio rilancio del sistema produttivo, ma anche interventi concreti a sostegno del costo della vita delle famiglie e seri investimenti per la scuola e l’università al fine di dare una risposta alle diffuse preoccupazioni sul futuro dei giovani nel nostro Paese”.
Nota metodologica ed informativa
Il Barometro Politico dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è diretto e coordinato da Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. I dati sono stati rilevati nel corso dell’indagine condotta dal 18 al 20 dicembre 2010 su un campione di 1.004 intervistati, rappresentativo dell'universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica ed area geografica di residenza. Supervisione di Marco E. Tabacchi. Hanno collaborato Rossella Campo, Rino Cavasino e Maria Grazia Cicero.
BUON NATALE A TUTTI I MEDIGLIESI

A tutti i cittadini di Mediglia e in particolare a tutti i sostenitori di PROGETTO PER MEDIGLIA, giungano i più sinceri auguri per un sereno Natale in famiglia e che indirizzi la nostra città verso un felicissimo e prospero anno nuovo con nuove idee, progetti da realizzare per far diventare sempre più bella e migliore la bella comunità di Mediglia.
Cesare L. Mannucci
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