lunedì 16 febbraio 2009

NO AL GASSIFICATORE DI MEDIGLIA

Ricevo e pubblico dal gruppo consiliare de La Fenice di Mediglia, il servizio giornalistico sull'ipotesi di realizzazione del Gassificatore di Bustighera trasmesso da RAI 3

lunedì 9 febbraio 2009

GASSIFICATORE BUSTIGHERA 2

Ricevo e pubblico dagli amici de La Fenice

giovedì 18 dicembre 2008

Tangentopoli2, gli appunti segreti di un magistrato


Ho appena letto questa interessante nota pubblicata oggi su Facebook dal mio amico Marco Taradash, giornalista e già presidente della commissione di vigilanza sulla Rai e quindi ho deciso di pubblicarlo integralmente sul mio blog.

di Marco Taradash

ROMA - Va bene che, finita la conta dei voti, gli arrestano il segretario regionale del partito. Va bene che in Molise gli pizzicano un deputato. Va bene che a Napoli ogni notte i suoi contano quante ore all’alba, e non si tratta di naja. Va bene che a Firenze tardivamente scoprono che è meglio incatenarsi a un palo che legarsi nella buona sorte a un giornale-partito. Ora sono smarriti. Magari pensavano di cavarsela consegnando ai magistrati la testa di un “ex-socialista”.
Tutto questo non è incomprensibile, è soltanto amaro. Si vede che il contrappasso non è una bischerata. Li ricordiamo eccome, pronti, con Del Turco in galera preventiva, a cacare dubbi democratici sulle obiezioni dei garantisti: nonostante la sospetta spettacolarità dell’arresto, la chiacchiera irrefrenabile degli inquirenti, la fiacchezza dell’impianto accusatorio, la sfrontata furbizia del superpentito. Invece di dire: concludete l’indagine, istruite il processo, rispettate le istituzioni, il massimo che pigolavano era “Ci auguriamo che.. però”. Ora non trovano le parole.
Quello che però sfugge a ogni logica politica (e potremmo risparmiarci l’aggettivo) è il perché Veltroni abbia voluto, pur in pendenza di una sconfitta elettorale certa, regalare un secondo, più circoscritto ma più clamoroso e funesto successo politico al partito di Di Pietro, dopo che quello ha costituito il gruppo parlamentare che si era impegnato a non fare, dopo che a Piazza Navona gli ha armato contro il jahd moralista, dopo che voto via voto ha silurato con Orlando il suo progetto di normalizzazione della Rai.
Potremmo dire: fatti suoi se per anticipare i tempi vuole mettersi l’inquisitore e il becchino in casa, faccia pure. Purtroppo non è così.
Se infatti esistesse una cupola –ma non esiste- di un’organizzazione denominata “magistratura organizzata” –che non c’è- potremmo trovare negli appunti di uno dei suoi (inesistenti) capi le riflessioni che seguono:
“Le cose procedono al meglio. Le elezioni abruzzesi sono state il punto di svolta. Il risultato è stato addirittura superiore alle migliori aspettative. Il Pd è stato sconfitto, come prevedibile dopo l’arresto di Del Turco, e Di Pietro ha ottenuto il successo che ci aspettavamo grazie all’alleanza ferrea che i nostri uomini nel Pd hanno saputo imporre. Anche questo era previsto. Ma la cosa più importante è stato il successo del partito dell’astensione: anche il Pdl esce dalle elezioni con un’immagine debole, e la politica nel suo complesso risulta, se non delegittimata, certo poco adeguata a rappresentare le istanze di rinnovamento morale e civile.
Appena chiuse le urne, come stabilito, le Procure hanno cominciato a sparare ad alzo zero per liquidare quel poco di credibilità che restava al Pd e alla leadership di Veltroni. Ora Di Pietro ha un’autostrada spalancata davanti e se si fa ben consigliare non gli succederà di rimanere incastrato nei giochi dei furboni alla D’Alema, come l’altra volta. Fra mandati di arresto per deputati e arresti di sindaci e assessori Veltroni annaspa senza speranza e ormai sono liquidate anche le poche velleità di un pactum sceleris fra maggioranza e opposizione per arrivare alla cosiddetta riforma della giustizia: tutti lo interpreterebbero come un indecente tentativo di bloccare le inchieste in corso. Vae Victis.
Certo, la liquidazione morale del Pd è solo il primo passo (a quella politica ci avevano pensato da soli, ma questo non ci riguarda, per quanto abbia facilitato il nostro compito). Un primo passo, ma decisivo. La magistratura aveva perso il consenso popolare, quei dementi giochi fra Salerno e Catanzaro ci avevano dato una bella botta, ed erano pure riusciti nel capolavoro di restituire spazio a gente (come De Magistris e Forleo) che non sa stare alle regole del gioco, del nostro gioco - pensavano di mettersi in proprio, come quei due ragazzotti sbandati di Gomorra che nel film fanno la fine che si meritano!
Insomma, due settimane fa sembravamo spacciati e guardateci ora! Tangentopoli, il tuo dolce nome risuona. E ancora quelli là non si domandano per chi suona la campana! Se le cose vanno come devono andare, se il Csm continua a smorzare e rieducare come sta facendo, se il lavoro sottotraccia nelle grandi città prosegue, nel giro di qualche mese avremo di nuovo la stecca in mano. Con questo sistema elettorale nessuno, sul territorio, controlla più nessuno, le classi dirigenti della politica si formano in un vortice inintellegibile di relazioni private e gli amministratori locali hanno mano libera. Basta affondarla, la mano, negli affari pubblici e te la riempi di oro luccicante, un disastro per il paese ma una manna per noi, riconosciamolo.
Berlusconi è invincibile, l’abbiamo capito, ma il suo nuovo partito è fragile come un bambino appena nato. Dobbiamo strozzarlo in culla, per cosi dire, per il bene comune. O meglio, far sì che muoia di asfissia.
Il nostro genio è stato capire che non potevamo agire subito contro la destra: l’ingiusto sospetto di una nostra parzialità, così abilmente giocato dal Cavaliere, era diventato luogo comune. Avevamo perso, e chi perde è dalla parte del torto, sempre.
Oggi, smascherata la corruzione nel Pd, abbiamo recuperato forza e credibilità. Fra un anno, sono pronto a scommetterci, la partita politica in Italia si giocherà fra Di Pietro da una parte e la Lega dall’altra. Con noi in mezzo. Tangentopoli 2, la vendetta! Avete visto solo il primo atto, ma il secondo vi sorprenderà”.
Questo ci sarebbe scritto in quegli appunti, ma per fortuna nulla del genere esiste. Le cose avvengono naturalmente, di sicuro si sbaglia chi in sottofondo sente un rumore di spade.

mercoledì 20 agosto 2008

Poteri ai sindaci, ma poi chi mette in pratica le ordinanze dei primi cittadini?


Ecco, qui di seguito riportato integralmente il decreto del Ministro dell'Interno dello scorso 5 agosto 2008: "Incolumità pubblica e sicurezza urbana. Interventi del sindaco", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9-8-2008.

IL MINISTRO DELL'INTERNO

Visto il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica» convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2008, n. 125;
Visto l'art. 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 6 del citato decreto-legge, recante attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale, e, in particolare, il comma 1 che disciplina i compiti del sindaco in materia di ordine e sicurezza pubblica e il comma 4 che prevede il potere del sindaco di adottare provvedimenti anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana;
Visto il comma 4-bis, del medesimo art. 54 per il quale «con decreto del Ministro dell'interno è disciplinato l'ambito di applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 4 anche con riferimento alle definizioni relative alla incolumità pubblica e alla sicurezza urbana»;
Tenuto conto che la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, ad esclusione della polizia amministrativa locale - come sancito all'art. 117, comma 2, lettera h), della Costituzione - è riservata alla competenza esclusiva dello Stato, al fine di assicurare uniformità su tutto il territorio nazionale dei livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali fondamentali;
Sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Decreta:

Art. 1.

Incolumità pubblica e sicurezza urbana

Ai fini di cui all'art. 54, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dall'art. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2008, n. 125, per incolumità pubblica si intende l'integrità fisica della popolazione e per sicurezza urbana un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell'ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.

Art. 2.

Interventi del sindaco

Ai sensi di quanto disposto dall'art. 1, il sindaco interviene per prevenire e contrastare:
a) le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati anche all'abuso di alcool;
b) le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana;
c) l'incuria, il degrado e l'occupazione abusiva di immobili tali da favorire le situazioni indicate ai punti a) e b);
d) le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico;
e) i comportamenti che, come la prostituzione su strada o l'accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso l'accesso ad essi.

Roma, 5 agosto 2008

Il Ministro: on.Roberto Maroni

Fin qui la fredda e austera prosa della burocrazia amministrativa. Ma il provvedimento del Ministro per gli Interni merita alcune considerazioni. Primo: chi applicherà materialmente le disposizioni dei sindaci? E'evidente la polizia locale. Bene, allora vi faccio un esempio banale. Nel comune di Mediglia sono in forza sei agenti più il comandante che si alternano su due turni (mattutino e pomeridiano) in un centro di 10 mila anime, di 21 Km quadrati di superficie, con 65 Km di strade locali di cui una statale (la 415 Paullese) e due provinciali molto trafficate. La sera niente vigili dopo le 20...Chi dunque metterà in pratica l'ordinanza anti prostituzione? E poi, se un comune come quello di Milano dispone lo sgombero dalla città dei fenomeni di accattonaggio dalle zone centrali e questi disperati si riversano nelle zone periferiche, penso ad esempio al terminal dell Mm3 a San Donato (che si trova però nei confini territoriali di Milano)chi aiuterà il sindaco di quest'ultima città a liberare dalla morsa dell'accattonaggio, quando furbescamente i "disperati" impareranno presto la lezione che un'ordinanza vale solo nei confini di un comune e non sull'altro? C'era senza dubbio la necessità di predisporre degli interventi per risolvere l'emergenza, provvedimenti però che devono essere da subito efficaci e non specchietti per le allodole per non perdere punti nei sondaggi d'opinione e negli indici di gradimento popolari

giovedì 31 luglio 2008

Ora anche in video.....



Il Blog si arricchisce di una nuova funzionalità: le notizie (politica e società) dalle principali agenzie d'informazione e i video-commenti postati su You Tube, in questo modo potrò "lasciare" dei nuovi spunti di discussione anche quando mi trovo lontano dal mio computer...

lunedì 19 maggio 2008

Riduzione degli organi collegiali ma chi rispetta l'art.96 della legge 267/2000?


L'articolo 96 del dgls 267/2000 di riordino del Testo unico delle leggi sull'ordinamento delle autonomie locali è molto chiaro: "Al fine di conseguire risparmi di spese e recupero di efficienza nei tempi dei procedimenti amministrativi i consigli e le giunte, secondo le rispettive competenze, con provvedimento da emanare entro sei mesi dall'inizio di ogni esercizio finanziario, individuano i comitati, le commissioni, i consigli ed ogni altro organo collegiale con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell'amministrazione o dell'ente interessato. Gli organismi non indicati come indispensabili sono soppressi a decorrere dal mese successivo all'emanazione del provvedimento. Le relative funzioni sono attribuite all'ufficio che riveste preminente competenza nella materia". Ok, tutto chiaro? Quanti di voi hanno memoria che nel loro paesello o grande città, che la Provincia, la Regione, hanno eliminato organismi ritenuti inutili??? Il blog è a disposizione di quanti vorranno dare un contributo attivo che spero smentisca la mia supposizione....Creati nuovi posti potere, piccoli o grandi che siano, la politica o meglio la partitocrazia, funzionale a se stessa e non alla collettività, difficilmente rinuncia alle proprie prebende.....

martedì 29 aprile 2008

Sindaci, prima di tutto la sicurezza delle città

Sicurezza nella proprie città, un bisogno primario per tutti gli italiani. Le elezioni del 13 aprile e il turno di ballottaggio del 27 per l'elezione dei sindaci ha dato un risultato inequivocabile. Al primo posto dunque la necessità di sentirsi sicuri tra le quattro mura domestiche ma anche in mezzo alla strada di giorno e soprattutto nelle ore notturne. La sicurezza è stata senza dubbio un cavallo di battaglia del Popolo delle Libertà alleato alla Lega Nord, inseguito senza successo dal Pd di Walter Veltroni (anche con qualche distinguo vedasi la posizione di Massimo D'Alema in merito), che ha determinato senza dubbio i clamorosi ribaltoni di Roma e della Regione Friuli Venezia Giulia. Tema negato con forza in questi mesi da quello che una volta era il centro sinistra, nonostante gli appelli del sindaco di Milano Letizia Moratti seguiti a ruota molto responsabilimente dal sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Il "cinese" giustamente ha sollevato il problema della competenze dei primi cittadini in materia di sicurezza, competenze che dovevano essere ampliate dal decreto legge Amato, rimasto impallinato lo scorso dicembre in parlamento tra i veti incrociati dell'ex maggioranza Unionista. L'attuale ordinamento rende assolutamente inerme il sindaco che in materia di pubblica sicurezza e ordine pubblico deve informare il prefetto, il quale unitamente al questore dispone l'impiego di polizia e carabinieri. Pressochè nulle sono le funzioni dei comandi di polizia locale. E allora, visto che il tema, è molto sentito dai cittadini elettori e assolutamente oggi come oggi non è una forzatura da propaganda elettorale è venuto il momento che il nuovo Governo vari misure efficaci in tal senso, aumentanto intelligentemente i poteri e le funzioni dei sindaci, ufficiali di governo in "prima linea" prima che sia veramente troppo tardi.