
Qui di seguito il mio articolo apparso su IL GIORNO di oggi:
PESCHIERA BORROMEO LASCIA IL CONSIGLIO COMUNALE DOPO VENT’ANNI DI ATTIVITÀ POLITICA NELLA CITTÀ DEI BORROMEO
Dimissioni improvvise per l’ex sindaco Malinverno
di CESARE MANNUCCI
PESCHIERA BORROMEO —
L’EX SINDACO lascia il consiglio comunale, dopo quasi 20 anni di attività politica nella città di San Carlo Borromeo. Dimissioni improvvise l’altra mattina di Marco Malinverno, capogruppo consiliare della lista civica che porta il suo nome arrivata terza alle ultime elezioni amministrative del giugno 2009. Poche righe per informare il presidente del consiglio comunale Luciano Buonocore e il sindaco Antonio Falletta della decisione maturata nei giorni scorsi. Con la rinuncia se ne va un pezzo della storia amministrativa degli ultimi 20 anni. Malinverno, infatti, ha debuttato giovanissimo in politica. A metà anni Ottanta, poco più che 25enne, divenne segretario politico del Pci e nel 1990 fece ingresso in consiglio comunale.
A DICEMBRE ’91, dopo la crisi politica della giunta Silvestre, divenne assessore all’Urbanistica e all’Ecologia nell’esecutivo Dc-Pds-Pri del sindaco democristiano Andrea Villa e in quello successivo del repubblicano Guido Rosini. In quegli anni venne approvata la grande variante al piano regolatore generale che prevedeva la massiccia espansione urbanistica della frazione di San Bovio. La stessa variante che, a inizio 2000, è finita nel mirino della Procura di Milano per le presunte tangenti miliardarie versate da un costruttore peschierese ad alcuni politici di quella legislatura. Tre anni fa il processo si è concluso in primo grado con la condanna a tre anni per corruzione al Malinverno, divenuto sindaco nel ’95 alla testa della coalizione di centrosinistra e riconfermato nel ’99 con la lista civica.
NEGLI stessi anni Marco Malinverno è stato eletto due volte in consiglio provinciale di Milano, prima con i Democratici di Prodi e poi con l’Udc di Casini. Nel 2009 l’esponente politico tentato di essere rieletto sindaco. Ma nonostante la brillante affermazione personale (oltre l’11%) non riesce ad andare al ballottaggio. Settimana scorsa, intanto, in tribunale a Milano è cominciato il processo d’appello, subito rinviato però alla prossima primavera.
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