martedì 14 dicembre 2010

Mediglia, comune a rischio fallimento


Ecco come ci lasceranno i dieci anni di governo del sindaco Carla Andena e di tutti suoi compagni di viaggio in questi primi due lustri del terzo millennio.

Sole 24 Ore Lombardia di mercoledì 1 dicembre 2010, pagina 2
Mille comuni a rischio default - Sindaci in bolletta. Incubo fallimento per mille comuni

di Gianni Trovati

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Solo 3 amministrazioni su 10 hanno i conti in regola - I cinquanta municipi con il disavanzo maggiore Mille comuni a rischio default Si assottigliano gli oneri di urbanizzazione - Rebus sulla tassa dei rifiuti I comuni lombardi faticano a chiudere i bilanci in equilibrio. Tra blocco delle aliquote, strette ai trasferimenti e crisi economica le entrate sono sempre meno, mentre le spese continuano perla loro strada. Su 1.536 comuni lombardi, nel 68% dei casi le uscite superano le entrate. In qualche caso raro il dato si spiega MILANO con l'estinzione anticipata di un prestito, e in generale uno squilibrio corrente che viaggia intorno all'i-2% della spesa può anche essere considerato fisiologico. Il problema è soprattutto per quegli 800 enti il cui rosso di parte corrente supera questa percentuale di normalità, e per quei casi limite in cui le entrate ordinarie lasciano scoperto il 20-30% della spesa corrente. II colpo di grazia rischia di arrivare dal Parlamento, che non permetterà più di utilizzare gli oneri di urbanizzauione per le spese correnti, a meno che all'ultimo non venga inserito qualche comma ad hoc. Trovati ' pagina 2 FINANZA LOCALE CONTABILITÀ A RISCHIO 800 Enti. In questi casi lo squilibrio supera il 2%, nei casi limite il rosso arriva al 20-30 per cento Il colpo di grazia Il Parlamento probabilmente non inserirà deroghe in Finanziaria per soccorrere le città Sindaci in bolletta Incubo fallimento per mille comuni Solo 3 municipi su 10 hanno conti in regola Si assottigliano gli oneri di urbanizzazione Gianni Trovati A metà luglio, meno di tre mesi dopo l'approvazione del bilancio preventivo, il responsabile finanza del comune di Castelverde ha preso carta e penna e ha scritto a sindaco e assessori. Signori, ha detto in sostanza il funzionario che tiene i conti, ad aprile abbiamo previsto di incassare 9oomila euro di oneri di urbanizzazione, ma per ora ne sono arrivati 97mila, poco più di un decimo. Vista «l'attuale stagnazione economica» la seconda metà dell'anno non promette faville, mentre i pagamenti sulle opere «proseguono ineluttabilmente». Ergo: occorre dimezzare le previsioni di incasso, e «ridurre in modo corrispondente la spesa corrente». I numeri del piccolo comune, poco meno di 2.500 abitanti dove la Lombardia sta per diventare Emilia, giustificano l'allarme, ma sono tutt'altro che un caso eccezionale: Revere racconta in piccolo la storia di un numero sempre crescente di comuni italiani. Il problema è semplice: blocco delle aliquote, strette ai trasferimenti e crisi economica, come hanno mostrato anche gli assestamenti, stanno assottigliando le entrate dei sindaci, mentre le spese continuano perla loro strada. In un quadro come questo, far quadrare i conti diventa di anno in anno un esercizio più difficile, e aumenta il peso delle voci extra arruolate per raggiungere il pareggio. La tabella in pagina mostra l'indicatore più immediato della salute dei bilanci locali: i dati mettono a confronto le entrate correnti ordinarie (si tratta di tributi, tariffe e trasferimenti) con le spese abituali per personale e servizi. Su 1.536 comuni lombardi presenti nel database dei certificati preventivi 2010 del ministero dell'Interno, sono 1.042 (cioè 68 su loo) quelli in cui le spese superano le entrate. In qualche raro caso il dato si spiega con uno sforzo una tantum per l'estinzione anticipata di un prestito, e in generale uno squili-.

brio corrente che viaggia intorno all'i-2% delle spese pub anche essere considerato fisiologico: in più di 800 enti, però, il "rosso" corrente supera questo livello, e nei casi limite arriva a lasciare scoperte dalle entrate ordinarie il 2o-3o% della spesa corrente. Come se ne esce? Al netto di eventuali avanzi di amministrazione, che però si scoprono solo a fine anno e non possono essere messi a preventivo, lo strumento principe utilizzato finora dai comuni è quello degli oneri di urbanizzazione. Sono un'entrata straordinaria, anche perché lo spazio per le nuove case non è infinito e la loro presenza dipende dal mercato e non dai *** sindaci, ma grazie a una deroga continuamente rinnovata fino ad oggi potevano essere utilizzati per tre quarti per finanziare la spesa corrente. La partita è importante (a Milano hanno messo a preventivo 18o milioni, a Monza 23, a Brescia 12), ma le preoccupazioni del responsabile finanza del comune di Castelverde mostrano che la gelata dell'economia ha sferrato un primo attacco a quest'entrata. Il colpo di grazia rischia però di arrivare dal parlamento. Al governo il meccanismo in deroga non piace, perché "droga" i conti locali e li rende sempre più dipendenti dal nuovo mattone, come del resto mostrano molte periferie; l'idea iniziale era di limitare progressivamente la quota di oneri destinahili alla spesa corrente, ma nessuna norma è entrata in manovra e, a meno che una manina infili un comma ad hoc negli ultimi passaggi parlamentari, nel 2011 nemmeno un curo potrà essere utilizzato in deroga. Il problema è serio anche in una regione ricca come la Lombardia; il rapporto appena presentato dall'Ifel, la fondazione dell'Anci sulla finanza locale, mostra che il saldo corrente dei comuni lombardi si è assottigliato del 42% fra 2004 e 2008, e il futuro non promette nulla di buono. Siccome i problemi non vengono mai soli, a complicare il quadro c'è anche il conflitto che si è scatenato sulla tariffa rifiuti; secondo la Consulta (contestata dalle Finanze) è un tributo, quindi i costi del servizio rifiuti rientrano nei bilanci comunali. A Legnano, per esempio, nel 2010 la spesa corrente è schizzata all'insù del 18,7%, e la differenza fra entrate ordinarie e spese stabili è del 17,5%; per il 2010 gli oneri aiutano per quasi 3 milioni, mentre su 2011 e 2012 si conta sui dividendi delle società e sulle alienazioni. Per il 2012, «prudenzialmente», il comune prevede di introdurre anche l'addizionale Irpef: peccato che la legge di stabilità stia per confermare il blocco della leva fiscale locale fino all'attuazione del federalismo. gionni.trovati@òilsole24ore. corn IL CASO A Rozzano redditi bassi ma tanti tagli Un disavanzo corrente di 4,5 milioni coperto da entrate straordinarie: è quello che il comune di Rouano (Milano) prevede nel suo certificato preventivo del 2010. «La nostra situazione simile a quella di molte altre municipalità in tutta Italia - dice il sindaco Massimo D'Avolio. -Col taglio dell'lci non ci sono stati restituiti tutti i soldi che ci aspettavamo». Quello di Rouano è un caso particolare. Qui i150%delle abitazioni è costituito da case popolari. Ci sarebbe bisogno di trasferimenti adeguati da parte dello Stato.«Paradossalmente, noi che abbiamo un reddito pro capite basso -spiega D'Avolio- riceviamo trasferimenti bassi. In più la manovra estiva di Tremonti ci ha tolto 1 milione e 300 mila euro, che avremmo voluto erogare in servizi». Come molte altre amministrazioni, anche quella rozzanese è ricorsa agli oneri di urbanizzazione per coprire una parte delle spese correnti. «È una scelta obbligata -spiega D'Avolio. - Sarebbe drammatico se, come si è minacciato, ci venisse tolta anche questa possibilità. Ma non credo che si arriverà a tanto». Un tassello importante, dice il sindaco, è quello della tariffa rifiuti: «Forse i comuni potranno toglierli dai bilanci, ma il quadro non è chiaro». Un'incertezza che non aiuta Rozzano.

Andrea Monti *** In bilico 150 comuni con il maggior disavanzo corrente coperto da entrate straordinarie Revere Isola di Fondra Castelverde Almè Azzano Malia Blevio Landriano Abbadia Cerreto Cellatica Pieve Emanuele Vistarino Leno Casaletto di Sopra Vanzaghello Pozzuolo Martesana Robecchetto con Indurlo Gaverina Terme Roncaro Legnano Manerbio Ranica Casorate Primo Rodero Zibido San Giacomo Laglio Torrevecchia Pia Bianzano Marzano Velezzo Lomellina Montirone Pognano Potavano Tignale Pinarolo Po Mediglia Trezzano Rosa Remedello Cremia Ossimo Pianico Rozzano Palazzo Pignano Nova Milanese Bizzarone Borgo San Giovanni Valleve Albiate Musso Borgosatollo Busto Arsizio Lo «squilibrio* è dato dalla differenza tra le entrate correnti dei primi tre titoli e le spese correnti (filali I e III al netto di anticipazioni di cassa e rimborsi finanzlamenda breve termine) Fonte: Elaborazione Elaborazione AidaPa - Bureau van Oqk sui certificati preventivi 2010 inviali dai comuni al ministero delrintemo ***

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